Situazione finanziaria a Capaci, atto d’accusa del Sindaco Pietro Puccio

 

Importanti comunicazioni quelle fatte dal Sindaco Pietro Puccio nel corso dell’ultima seduta consiliare. Particolare attenzione è stata riservata alla grave crisi finanziaria esplosa improvvisamente nelle ultime settimane, causando il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali nel mese di gennaio e che metterebbe in dubbio anche quello di febbraio, oltre a bloccare di fatto ogni intervento amministrativo per impossibilità di spesa. Una ridotta liquidità di cassa che ha tante cause. Anzitutto la legge finanziaria del 2019 ha ridotto la capacità di anticipazione di cassa portandola da 5/12 a 4/12, “Una manovra che mette in gioco una somma pari € 700.000,00 che avrebbe di già assicurato il pagamento degli stipendi di gennaio, di febbraio e di pagare le discariche e i lavoratori dell’ATO e Temporary” ha dichiarato il Sindaco. Ma la cosa più allarmante è la situazione dei pignoramenti. L’analisi del Sindaco Pietro Puccio è sconcertante: “L’ammontare complessivo delle somme pignorate, alla fine del 2018, è pari € 1.150.000,00, una somma lievitata in modo sproporzionato, considerato che questa somma nel 2013 era soltanto € 32.000,00”. L’atto d’accusa del Sindaco è impietoso: “Una gestione irresponsabile, che ha provocato pignoramenti fatti due volte, somme non svincolate, un pignoramento di Riscossione Sicilia per cartelle esattoriali non pagate, e non pagate da diversi anni, senza che nessuno si accorgesse di nulla. Emblematico di quanto detto è quanto si è verificato nel 2017 – prosegue il Sindaco  – allorché in data 26 ottobre di quell’anno l’ASP di Palermo scriveva al sindaco, comunicando di aver attivato il provvedimento sostitutivo previsto dalla legge per irregolarità INPS segnalato nel DURC indicato in oggetto, per un importo pari di € 227.535,00. In pratica il Comune di Capaci non versava contributi INPS per una somma di € 227.535,00: una situazione paradossale come nemmeno la peggiore azienda. Non avere in regola il DURC, ovvero il documento di regolarità contributiva, impedisce il pagamento di eventuali crediti a favore – aggiunge il Sindaco – e per questa ragione, ad esempio, che dal settembre 2017 l’ASP non paga al nostro Comune nemmeno un centesimo per le medicine: un mancato incasso di circa € 170.000,00”. Per fronteggiare questa grave situazione finanziaria, l’Amministrazione comunale si è adoperata a disimpegnare diverse somme pignorate, come il pignoramento di Riscossione Sicilia che da solo ammonta complessivamente a circa 700.000,00 euro al fine di recuperare liquidità. Spiega ancora il Sindaco: “A quest’operazione si è dedicato il Vicesindaco Jimmy Billante che ha portato alla richiesta di adesione alla nuova rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 che ci consentirà di pagare l’importo del debito al netto delle sanzioni e degli interessi dovuti che ci consentirà di risparmiare diverse decine di migliaia di euro”. E a questo punto che il primo cittadino si fa una domanda: “Negli anni scorsi, ci sono state altre due rottamazioni delle cartelle esattoriali non pagate regolarmente. Come mai prima di adesso il Comune non vi ha aderito?” Più che una domanda, un atto d’accusa verso una gestione dissennata delle finanze pubbliche locali. “Ciò nonostante – conclude il Sindaco – l’azione amministrativa, prioritariamente, e in tutti i suoi aspetti, è attiva per riportare alla normalità la gestione economico-finanziaria del Comune”.

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