Lo spettacolo dell’antica asta del pesce a Terrasini

Venditori e compratori, marinai e proprietari di pescherie e pescherecci, tutti presenti all’asta del pesce di Terrasini per concludere l’affare del giorno. Ore 3:30 del mattino, il porto comincia a svegliarsi. Compaiono i primi marinai che si riuniscono all’esterno del capannone, in cui ogni notte, da lunedì a venerdì, avviene l’asta del pesce. Alle 4:00 in punto, ma solo se le condizioni meteo non sono avverse, altrimenti i pescatori non sciolgono i nodi alle imbarcazioni, ha inizio lo spettacolo. Non è ancora l’alba quando gli organizzatori piazzano in bella mostra le cassette contenenti il pescato del giorno: gamberi, triglie, polpi, merluzzi, persino una rana pescatrice. Il banditore si prepara e tutti i compratori si schierano in due file attorno ai pesci, una di fronte all’altra. L’asta comincia in perfetto orario. Un signore prende singolarmente le cassette di legno, le pesa e aspetta che qualcuno faccia l’offerta migliore per aggiudicarsele. La base d’asta comincia piano piano a scendere e contemporaneamente le braccia dei presenti si alzano. L’ultima mano alzata è quella che porta a casa, o per meglio dire sui banchi del mercato, l’acquisto. Infatti, a partecipare sono soprattutto proprietari di pescherecci e marinai, che espongono il pesce appena pescato nei negozi o sui furgoncini, per la vendita a domicilio. In realtà l’asta è aperta a tutti ed ognuno può concludere l’affare,

rana pescatrice

anche se ha in programma una semplice cena tra amici.
L’unica regola per partecipare è procurarsi un biglietto, su cui è scritto un numero, dopo aver lasciato il proprio nome e prima dell’inizio della vendita. In questo modo il banditore può assegnare la cassetta del pesce, una volta mostrato il proprio numero.
“50 euro, 45 euro, 40, 30, 25…” grida il banditore dall’inizio alla fine della vendita e il chiacchiericcio si smorza sempre di più in un ascolto attento, per cogliere l’attimo e alzare la mano, quando il prezzo scende. Il clima è scherzoso e allegro, nonostante l’ora tarda e qualche faccia assonnata, ma il tutto si conclude in poco meno di un’ora. Alle 4:45 sono già quasi tutti fuori dal capannone, chi sulle lambrette, chi in macchina, pronti a iniziare una nuova giornata e a far fruttare il pesce, rivendendolo ad un prezzo più alto. Qualcuno, prima di andare via, chiede a chi non si è aggiudicato niente se vuole dividere il pescato, cosa assolutamente lecita e prevista dal regolamento dell’asta. Così, si rompono le righe ed ognuno lascia definitivamente il capannone.
Appuntamento a lunedì, stesso posto, stessa ora.

One Reply to “Lo spettacolo dell’antica asta del pesce a Terrasini”

  1. Buona sera io vivo ma Malta mi ritrovo a vivere le emozioni che ho provato da bambino con mio padre quando finivamo di lavorare in piazza ho riprovato la stessa emozione 2 giorni fa essendo questa volta io il protagonista ho lasciato il documento il mio nominativo e mi hanno dato un numero devo dire che è stato molto emozionante e divertente spero queste tradizioni non vengono mai dimenticate perché la nostra cultura e veramente unica.

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