La scomparsa di Sebastiano Tusa: l’ultima promessa per Partinico

Non conoscevo profondamente Sebastiano Tusa, il nostro Assessore ai Beni Culturali e all’Identità siciliana, nelle due occasioni che ho avuto di discutere con lui, la prima a maggio dell’anno scorso, l’ultima pochi giorni fa a Palazzo d’Aumale a Terrasini in occasione della presentazione del libro di Filippo Castro sulle barche e la pesca in Sicilia, mi ha sempre dato la vivida e bella sensazione dell’uomo di Cultura nel senso più alto del termine, della Cultura Democratica, partecipata, passionale. Ascoltava con interesse, mai con circostanza, amava la

5 marzo 2019. Sebastiano Tusa, ultimo a destra, mentre ascolta a Palazzo d’Aumale l’intervento di Filippo Castro

nostra terra e il suo lavoro, il suo impegno era sorretto sempre da questa passione, dalla curiosità dello studioso e dell’intellettuale che lavora sul campo, in mezzo alla gente. La sua tragica scomparsa mi ha colpito profondamente, per questo senso di speranza che mi suscitava e per la sensazione che discutere con lui non fosse mai vano, che si potesse aprire uno spiraglio, una speranza per risolvere problemi irrisolti, far rinascere territori martoriati da cattiva amministrazione e da incultura e da mafie voraci. A maggio dello scorso anno, appena nominato, venne a Terrasini per un incontro di benvenuto, parlammo di San Cataldo, della torre di Paternella, luoghi e mare che conosceva benissimo e che gli ricordavano la giovinezza. Mentre discutevo annotò tutto e rispose con la consueta competenza ed onestà intellettuale. L’ultimo e freschissimo ricordo è di appena cinque giorni fa, si presenta a Terrasini il libro di Filippo Castro “Pescatori e barche in Sicilia” e tra autoreferenziali discussioni ecco lui, il suo intervento, il suo amore profondo per il mare, il suo essere siciliano. Alla fine dell’evento gli espongo l’idea progetto di un Ecomuseo del territorio della Piana di Partinico, che dai luoghi di Palazzo Ram e della Real Cantina Borbonica, potesse accogliere le collezioni sparse nel territorio, in primo luogo quella di Filippo Grillo, che lui aveva visto l’anno precedente,  di esporre nella prima mostra anche i reperti di proprietà di Valeria Ventimiglia, tra cui un magnifico esemplare di carretto di Giuseppe Manfré. Gli ho chiesto se la Regione avesse ancora un fondo per acquisire i reperti e mi disse che si poteva fare: “Invitatemi, vengo con grande piacere”, furono le sue ultime parole. Il 10 marzo del 241 a.C. si combattè la battaglia delle Egadi che concluse la prima guerra punica. Sebastiano Tusa ha dedicato una vita a quel mare, fino a due anni fa, quando, con grande emozione,  presentò la scoperta di nuovi rostri ed altri reperti recuperati dal mare. E il 10 marzo 2019, nei cieli dell’Africa, Sebastiano Tusa, ha compiuto il suo ultimo volo. Sit tibi terra levis.

Antonio Catalfio

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