Partinico: passaggi da maggioranza a opposizione: il sindaco De Luca “iecca a birritta”

Un momento di allegria tra il Sindaco e il consigliere Lo Iacono. Si riconoscono i consiglieri della maggioranza Erasmo Briganò e Toti Comito

C’è un modo di dire a Partinico, in dialetto, “iccari a birritta”, gettare il cappello, usato quando si è al limite e si perde la pazienza. Lo ha fatto oggi il sindaco Maurizio De Luca, nei confronti del consigliere comunale Gianfranco Lo Iacono e del deputato regionale Vincenzo Figuccia, Udc. Era stato in silenzio, dopo la crisi e il rinnovo della giunta, quando Figuccia lo apostrofò per ben due volte come “sindachetto” in balìa delle onde. Ora, dopo il comunicato di Gianfranco Lo Iacono che spiega il suo passaggio da “Diventerà Bellissima” all’Udc, proprio con Figuccia che così aveva dichiarato.” Credevo in questa persona e credevo nel progetto che la coalizione ha presentato in campagna elettorale. Mi sono accorto sin da subito però che qualcosa non andava, ho aspettato, ho difeso pubblicamente la mia scelta, ma oggi mi sono reso conto di essermi illuso. Sono trascorsi più di nove mesi e viviamo nel più assoluto immobilismo, questo Sindaco non ascolta nessuno ma non fa neppure di testa sua, di conseguenza non si fa nulla. Ho aspettato, mi sono illuso, ma adesso il vaso è traboccato, ho il dovere di provare a far qualcosa di buono per il paese, per gli elettori che mi hanno dato fiducia, di conseguenza non posso più lasciarmi travolgere in quest’immobilismo che sta trascinando Partinico in un baratro più profondo in cui lo ha lasciato la precedente amministrazione. Non ho voluto credere – continua Lo Iacono – sia durante la campagna elettorale che in questi ultimi nove mesi, a chi mi diceva che chi è avvezzo al tradimento difficilmente cambia abitudini, ma ho dovuto constatare, a mie spese che chi lo diceva aveva pienamente ragione. Io non posso tradire i miei ideali, per questo preferisco ammettere di aver sbagliato, ma l’ho fatto in assoluta buonafede e ricominciare a ripercorrere la strada che ha contraddistinto la mia storia politica, una strada che dovrebbe portare ad un reale cambiamento in positivo del nostro paese”. Cambio accolto con soddisfazione da Vincenzo Figuccia che ora ha una pattuglia di tre consiglieri nell’assise partinicese: “Se il capogruppo di Diventerà Bellissima, fa la scelta di passare all’Udc, evidentemente ci sono dei motivi fondati, di certo c’è che nulla del programma del Sindaco, che anche noi avevamo sottoscritto in campagna elettorale è stato portato aventi, il paese è alla deriva. Ne io ne il consigliere Lo Iacono abbiamo lasciato la maggioranza perchè siamo impazziti, siamo semplicemente testimoni di nove mesi di nulla. Un dato con il quale fare i conti il preambolo indiscutibile di una sfiducia che appare in questo momento inevitabile”.

Oggi la risposta del Sindaco Maurizio De Luca: “Spacciare un cambio di casacca verso l’UDC, per ottenere la promessa di un sostegno alle elezioni di secondo livello in consiglio provinciale, come una scelta ponderata, nell’interesse della città, fa quasi sorridere, ma offende l’intelligenza delle persone. Il consigliere traditore che parla di tradimento, il parlamentare regionale Figuccia che pontifica sul mancato rispetto di un programma elettorale che non ha mai letto e che fino a qualche settimana prima della rottura, chiedeva solo assessorati e prebende per la sua campagna acquisti in vista delle europee. La verità è che ci sono persone con un talento innato nel portare avanti questo gioco perverso che rappresenta il tratto caratterizzante del loro impegno in politica. Sono stato eletto per rimettere in piedi questo comune da un dissesto che non ho causato io. Lo Iacono parla di 9 mesi di nulla. Evidentemente è stato impegnato ad osservare da lontano, cercando di ottenere qualche prebenda, in attesa di trovare una collocazione a lui più congeniale. I problemi della città potevano aspettare. Con un comune in dissesto – prosegua nella sua invettiva De Luca – c’erano gli stipendi dei dipendenti a rischio. Abbiamo ottenuto la proroga dei contratti e il via libera al piano di stabilizzazione, una cosa tutt’altro che scontata. E’ stata avviata le riorganizzazione della macchina amministrativa e degli uffici, è stato migliorato il servizio sulla manutenzione e il decoro urbano, stiamo per riaprire lo sportello serit a Partinico per ristabilire un rapporto corretto con gli utenti e ridurre l’evasione fiscale. E’ stato approvato il nuovo piano rifiuti per ridurre gli sprechi che per anni hanno garantito carriere politiche ma che hanno causato il fallimento di questo Comune. Abbiamo avviato un percorso inedito contro le infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, e riformato il regolamento sui beni confiscati alla mafia. Stiamo investendo molto sul rapporto con le università e con gli ordini professionali per rafforzare la capacità di programmazione del Comune e favorire nuovi investimenti. Ho elencato solo alcune delle cose fatte. Il risanamento impone scelte impopolari per garantire servizi e livelli occupazionali. Ci sono due modi di intendere la politica: c’è chi si rimbocca le maniche e chi sta a guardare con il piattino in mano. C’è chi passa giornate intere a tentare di far quadrare i conti, evitando una macelleria sociale e chi è interessato solo a garantirsi la carriera politica, preferendo i favori personali all’impegno gravoso per la città. Lascio il giudizio ai cittadini. E sui fatti non temo confronti”.

Antonio Catalfio

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