A Partinico una mozione per far rinascere la Selva Parthenia

C’era una volta a Partinico la Silva Parthenia, un esteso bosco dove le querce da sughero e le roverelle la facevano da padrona. Il toponimo Bosco Falconeria, testimonia la preesistenza del bosco, di cui si individuano ambienti relitti in alcune zone, tra cui la sughereta (Quercus Suber) di Mirto, tra le contrade Insitana e Platti Sottano, alle pendici del monte Mirto e Pizzo Tre Frati, scampata miracolosamente alla furia distruttrice dell’uomo e agli incendi. Il Bosco di Partinico, impenetrabile ancora nel 1400, fu distrutto dalla coltivazione della cannamela, i cui trappeti per la lavorazione, abbisognavano di continua legna da ardere.  Il 26 ottobre scorso,

Gianfranco Lo Iacono

iI Consigliere Gianfranco Lo Iacono, è stato promotore di un atto di indirizzo per la piantumazione di nuovi alberi affinché si ricrei una zona boschiva in uno dei tanti terreni incolti ed abbandonati del territorio, sottratti alla criminalità organizzata. firmato dai consiglieri, Erasmo Briganò, Eleonora Rappa, Mauro Lo Baido, Alessio Di Trapani, , Giovanni De Simone, Toti Comito, Salvatore D’Angelo, Gaspare Sollena e votato dall’unanimità dell’assise civica. “Dal 1992, – recita l’atto di indirizzo – data della legge 113, c’é l’obbligo per i comuni, superiori a 15.000 abitanti, di piantare un albero per ogni nascituro; con la legge 10 del 2013 si è introdotto di piantare un albero per ogni bambino nato o adottato a sei mesi dalla nascita; che la conferenza sul clima di Parigi ha ribadito l’invito a ridurre le emissioni nocive e che a Partinico in 26 anni sono nati circa 13.000 bambini. E’ un obbligo morale – recita il documento – ambientale e sociale, piantare alberi per cercare di rendere l’aria più pulita e che

La sughereta relitta della Silva Parthenia

Partinico fino al 1400 era un bosco di querce, come si evince dai cenni storici e dall’attuale sughereto presente a Mirto. La Regione Siciliana, mette a disposizione le piante autoctone e il Comune di Partinico ha a disposizione, tra i suoi beni confiscati, terreni particolarmente estesi, atti ad ospitare piccoli boschi. Si impegna quindi l’Amministrazione Comunale ad attivarsi immediatamente, tramite il settore verde pubblico, a prendere contatti con la Regione Sicilia, a scegliere il terreno da piantumare, a programmare la piantumazione, a scegliere alberi autoctoni partinicesi come la quarcia da sughero che da sempre ha abitato la nostra ‘Sala di Partinico”. I Consiglieri firmatari chiedono inoltre il coinvolgimento degli alunni delle scuole primarie nella fase di piantumazione e cura del bosco per comprendere che tutti siamo responsabili del nostro ambiente. “Sono trascorsi cinque mesi – dichiara Gianfranco Lo Iacono – ma io ci credo ancora, che possa realizzarsi questo sogno. Molti consiglieri hanno da sempre avuto una sensibilità particolare verso l’ambiente. Oggi assistiamo a grandi prese di posizioni da parte di alcuni sui temi sollevati dalla piccola grande Greta, ma poi nei fatti vediamo molto poco. Devo dire che questa nostra proposta si inserisce ed, lasciatemelo dire, anticipa il clamore giusto sollevato da Greta. Perché il bosco è “bello”, fatto di una bellezza divina, fissa il carbonio, cioè depura l’aria e noi che abbiamo ruoli istituzionali possiamo educare le nuove generazioni a far capire loro che noi stessi siamo Natura. L’Europa e le conferenze sul clima che si sono succedute ci impongono di andare verso questa direzione e avere un bosco a Partinico di roverelle può ricordare il nostro passato (fino al 1400 c’era un bosco bello e fiorente, abbattuto per la canna da zucchero). Ci sono tantissimi terreni incolti di proprietà comunale – continua – e fare un bosco, oltre salvaguardare la salute di tutti noi, è a costo zero, oltre che un obbligo morale per le generazioni future: tantissimi comuni italiani lo hanno già fatto ora è il momento di Partinico”.

Antonio Catalfio

Immagine di copertina, Vincenzo Saputo, Particolare della foresta demaniale del Poma (18 ettari) nel territorio di Partinico. Diritti riservati all’autore.

2 Replies to “A Partinico una mozione per far rinascere la Selva Parthenia”

  1. Impiantare un bosco è un progetto di vita, un progetto per il futuro, per un futuro migliore.
    Oggi ci ritroviamo con poche aree a verde di natura boschiva quasi totalmente effetto di forestazioni antropiche, molte delle quali utilizzando specie non autoctone.
    Il verde pubblico andrebbe rivisto, non distrutto, rivisto sulla base del contesto in cui si trova, migliorandolo e rendendolo più fruibile.
    Un bosco nuovo, se ben progettato in termini di specie arboree, contesto geologico, plano altimetrico e rapporto uomo/natura (intendendo la previsione di fruibilità dell’area a verde) è un qualcosa da realizzare il più presto possibile.
    Un bosco è aria, natura, vita.

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