Partinico: dimissioni del sindaco Maurizio De Luca. Città ostaggio di litigiosità e personalismi

Un sentore si avvertiva in questi giorni che potesse accadere qualcosa di eclatante e così è stato, evidentemente il sindaco Maurizio De Luca, non si è sentito più garantito da quella maggioranza via via sempre più sparuta e che pretendeva ruoli e responsabilità e coerentemente ha presentato le dimissioni. Una litigiosità nata ed alimentata tutta all’interno del suo raggruppamento, con i colpi dell’opposizione che però, esercita il suo mestiere, non paragonabile a quella del fuoco amico. De Luca ha tenuto a freno certi atteggiamenti, ritrovandosi sempre più isolato ed esposto alla contestazione come il solo responsabile. Troppe pressioni da Palermo e pochi aiuti, quando una coalizione omologa al governo regionale avrebbe dovuto e potuto fare di più per una città in dissesto finanziario dove cambiare una lampada è già un problema. E così, mentre il problema dei rifiuti si avviava verso una normalizzazione, crolla un edificio e non deve far sorridere nessuno, se non gli irresponsabili. L’onestà non è un requisito per una buona amministrazione ma ne è un prerequisito indispensabile, di valutazioni politiche e amministrative errate il sindaco ne ha

Partinico. Ph Vincenzo Saputo

fatte ma è il sistema Partinico che è malato e non ci saranno medici o salvatori della patria a guarirlo se non si guarda al futuro con unità, isolando i protagonismi e gli avventurieri. Una strada era percorribile per il sindaco, quella di un azzeramento politico, nominando una giunta tecnica che non accontentasse nessuno e che si proponesse al consiglio comunale nella sua totalità, facendo decantare le fibrillazioni. Un ultimo tentativo di far emergere chi avesse a cuore le sorti della propria comunità, isolando gli altri. Le dimissioni dopo undici mesi sono un fatto traumatico come lo è un nuovo commissariamento, che, abbiamo già visto ha portato più guasti che altro. Perchè Partinico non ha bisogno di ordinaria amministrazione ma di scelte coraggiose e anche di normalità. Tralasciando i commenti politici, sui social le reazioni delle persone sono inaspettatamente in prevalenza  di rammarico. Ho visto in questi mesi solo poche volte il sindaco gioire, quando parlava del futuro disegno della città, della collaborazione con l’Università di Palermo e della necessità di dare un nuovo strumento urbanistico che potesse far decollare il territorio. Dimissioni inaspettate, prevedibili, litigiosità, ingerenze o c’è dell’altro? Restano per legge venti giorni per rivedere questa decisione, ma la sensazione è che sia definitiva. Ho conosciuto Maurizio De Luca, anni fa, apprezzando la sua attività di animatore culturale e fondatore del Caffè Teologico Letterario “Leggere è..” un’isola nel deserto di Partinico, dove si organizzano presentazioni di libri, si dibatte del territorio, si incentivano le isole pedonali e percorsi di riqualificazione urbana, le strade si sono incrociate nelle riunioni del Movimento Partinico Città d’Europa, poi in un gruppo di lavoro e incubatore di idee, con delle professionalità e dei ragazzi straordinari che, come spesso accade non emergono nell’agone politico della città. Le nostre strade si sono divise alla sua comunicazione di sposare il progetto politico di centro – destra. Io lo dissuasi, non per posizioni ideologiche ma perché ero e sono convinto che, in questo momento storico, non una parte ma una totalità potesse avere possibilità di successo. Chi vince ha, in politica, ragione, ma quelle perplessità sono venute a galla immediatamente ed amministrare non è stato quasi mai un percorso in discesa. Gioire delle conquiste, ripartire dalle sconfitte ma mai perdere l’allegria nel servire la propria città. E a Partinico è mancato questo spirito di gioiosa e collettiva spinta verso il futuro. Da parte di tutti. Partinico è bellissima, un centro storico meraviglioso con le vie sfalsate che terminano in prospettive irregolari con sfondi di case antiche e di tetti a coppi. Antichi magazzini dove la pietra e il legno hanno ancora il sentore del lavoro, della terra, delle botti che emanano profumi di vini e di aceti. Strade lastricate con una ricchezza e maestrìa paragonabili a Palermo. E poi le emergenze architettoniche, chiese, conventi, dipinti. E una terrazza di fertile campagna densa di storia con il mare all’orizzonte. Amare la propria città per non farla morire e morire un po’ anche noi stessi. In bocca al lupo Partinico!

Antonio Catalfio

One Reply to “Partinico: dimissioni del sindaco Maurizio De Luca. Città ostaggio di litigiosità e personalismi”

  1. Splendida analisi, che restituisce la situazione reale.
    Purtroppo siamo a Partinico e, finché rimarrà questa mentalità becera, arcaica, clientelare… tutto cambia per non cambiare.
    Si ama poco o, permettetemi di dirlo, proprio niente, il proprio paese, l’interesse collettivo, il bene comune; di contro, l’interesse per la poltrona è altissimo. Nessun sindaco, competente o no che sia, appassionato o no che sia, se non supportato in consiglio comunale non può amministrare.
    Per non arrivare a questa situazione, per la quale penso non ci sia niente da gioire, si sarebbe dovuto agire con più umiltà, umiltà di tutti i soggetti in gioco, con più ascolto, con maggiore propensione all’apertura anche a chi non la pensa come noi, e ciò non vuol dire necessariamente fare coalizioni o inciucio e, soprattutto, con più libertà di decisione e di pensiero.
    Il nostro paese, invece, è pieno di arroganza, di non condivisione, di rivalità, di manie di protagonismo, di non ascolto, di chiusura, e di clientelismo, ecc.
    E, come in un rapporto di coppia, tutto ciò provoca inevitabilmente la rottura.
    In questo momento Partinico non può permettersi altro appiattimento del già esistente nulla. Partinico deve risollevarsi, crescere, andare avanti nel migliore dei modi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: