Partinico: Ultimo atto di Maurizio De Luca: “Io non ci sto”.

Il Comune di Partinico è senza Sindaco. Diventano esecutive le dimissioni di Maurizio De Luca che ha indirizzato una lunga missiva al Segretario Comunale e al Presidente del Consiglio Comunale. Una sorta di testamento politico e amministrativo. Nel documento De Luca ripercorre gli undici mesi di sindacatura, sottolineando le cose fatte ed evidenziando le difficoltà avute. E’ la sua visione dei fatti e la rispettiamo, pubblicandola integralmente con una carrellata di immagini di questi undici mesi. Buona lettura

“Al Segretario Comunale dottor Lucio Guarino
Al Presidente del Consiglio Comunale
Oggetto: Dimissioni dalla carica di sindaco
Premesso che in data 3 maggio 2019, presentavo formale lettera di dimissioni dalla carica di sindaco, oggi riscontro l’immutata condizione che mi ha fatto, in maniera sofferta, arrivare a questa scelta.
Voglio però ripercorrere, con questa nota, alcuni punti significativi del mio mandato.
Mi sono insediato nella qualità di Sindaco del Comune di Partinico in data 27/06/2018.
Ho dovuto constatare la “morte finanziaria” dell’Ente e attivare le conseguenziali procedure, prima tra tutte la formalizzazione del dissesto economico
A tale proposito è necessario evidenziare alcuni punti salienti di questa storia. Per tanto si richiama l’attenzione su quanto segue:
Nella delibera del cc nr 22 del 23/04/2018 avente per oggetto “adesione al piano di riequilibrio” il responsabile del settore economico evidenzia che “…nessuno può garantire che il piano di riequilibrio possa essere effettivamente predisposto e poi approvato dagli organi competenti…il piano deve essere fattibile e credibile, l’adesione è un tentativo per salvare l’Ente ma non c’è la garanzia del risultato finale”
 Che con delibera cc nr 23 del 24/04/2018 (proposta il 05/03/2018) il consiglio approvava l’adesione al piano di riequilibrio.
Che in data 09/08/2018 scadeva il termine perentorio dei 90 giorni fissato dall’art 243 bis del TUEL per l’adozione del piano.
Che con determinazione del Segretario Generale nr 5 del 17/05/2018 successivamente modificata ed integrata con la determina nr 11 del 29/05/2018 venivano costituiti dei gruppi di lavoro al fine di predisporre gli adempimenti necessari per la realizzazione del piano di riequilibrio.
Che il sottoscritto, come già detto, si è insediato nella qualità di Sindaco del Comune di Partinico in data 27/06/2018
Che in data 10 luglio 2018 si è insediato il consiglio comunale.
Che l’organo di revisione contabile si è insediato il 30 luglio 2018
Che dalla data del mio insediamento erano già trascorsi oltre due mesi dalla data di adesione al piano di riequilibrio
 Che alla data del mio insediamento non erano stati predisposti gli atti propedeutici per poter aderire al piano di riequilibrio:
mancata adesione del bilancio di previsione e consuntivo anno 2017;
mancata adozione previsionale 2018;
mancata rappresentazione analitica della situazione debitoria;
mancato piano di concordato con i creditori;
mancata adozione delle misure correttive previste e richieste dalla Corte dei Conti nel 2017.
Che con delibera del commissario straordinario nr 17 del 19/01/2018 non veniva approvato lo schema di bilancio di previsione 2017-2019 a seguito di “parere non favorevole del settore economico finanziario relativamente al mancato rispetto per l’esercizio 2017 del principio della coerenza esterna ed in particolare sulla impossibilità di rispettare i limiti disposti dalla legge per il saldo di finanza pubblica, per il mancato rispetto di equilibrio di parte corrente e per la mancata integrale copertura dei debiti fuori bilancio” (che è utile sottolineare che a quella data ammontavano a circa 2 milioni e 300 mila euro e che solo il 20/06/2018 con nota prot 509 il responsabile del settore segreteria generale certificava al 31/12/2017 debiti fuori bilancio per oltre 4 milioni e mezzo di euro).
Che nella appena citata delibera nr 17 del 19 GENNAIO 2018 veniva dato incarico al “Segretario generale di predisporre i gruppi di lavoro al fine di procedere entro e non oltre 15 giorni:
all’analisi della situazione economico finanziaria
all’individuazione delle misure correttive di massima necessarie al ripristino dell’equilibrio finanziario
al censimento dei debiti fuori bilancio
di produrre apposita relazione dalla quale dovrà emergere la consistenza effettiva dello squilibrio finanziario dell’Ente, la proposta di soluzioni praticabili per superare le criticità finanziarie dell’Ente o, in mancanza, la proposta delle consequenziali procedure all’uopo previste dalla legge”
 Che con nota prot151/sef del 16/02/2018 il responsabile del settore finanziario relazionava all’allora commissario straordinario che “nessuna proposta era pervenuta in merito al contenimento della spesa, la cui dotazione è in alcuni casi ritenuta insufficiente dai responsabili di settori… nessun piano di rateizzazione è stato convenuto con i creditori… Alla luce di quanto evidenziato, dalle criticità emerse, dalle osservazioni della corte dei conti in merito al rendiconto 2015 e del bilancio di previsione 2016/2018, nonché dalle relazioni dei responsabili dei settori, non si può che esprimere parere non favorevole già espresso nella proposta di deliberazione avente per oggetto approvazione schema di bilancio di previsione 2017/2019”
Che con nota prot 164 del 21/02/2018 il responsabile del settore finanziario relazionava all’allora commissario straordinario ribadendo l’impossibilità di coprire lo squilibrio di parte corrente anche effettuando alcuni correttivi alla spesa
Che con nota prot nr 12111 del 13/07/2018 il responsabile del settore economico comunicava allo scrivente che “la riuscita del piano di riequilibrio risulta allo stato compromessa”
Che con deliberazione n 85/2018 del 27/02/2018 la Corte dei Conti evidenziava
la mancata adozione delle misure correttive al rendiconto 2014
criticità rendiconto 2015
criticità bilancio di previsione 2016/2018
accertamento sussistenze di deficit strutturale per il superamento di nr 6 parametri previsti dal D.M. del 18/02/2013
16 profili di criticità al rendiconto 2015
9 profili di criticità al bilancio 2016/2018
Si rilevava anche la seguente posizione debitoria dell’Ente
Debiti fuori bilancio per € 4.547.370,64 così suddivisi:
segreteria generale € 649.358,11
risorse umane € 96.362,45
Economico Finanziario € 769.312,08
LL.PP e servizi ambientali € 1.854.500,66
Manutenzione Verde e Servizi cimiteriali € 137.730,26
Urbanistica, Suap e Sportello Unico € 231.867,74
Polizia Municipale € 67.633,09
Servizi alla persona € 758.606,25
Mancato rispetto patto di stabilità anno 2013 € 205.000,00
Anticipazione utilizzo tesoreria non restituita al 31/12/2017 € 5.087.152,00 per l’anno 2018 la predetta anticipazione ammonta ad € 10.070.778,00
Pignoramenti anni 2016 e 2017 € 2.201.068,25
Disavanzo tecnico di amministrazione giusta delibera G.M. nr 178 del 16/12/2015 € 12.789.679,17 da ripianare in anni 30 con rate costanti da € 426.322,64
 Posizione debitoria verso la Servizi Comunali Integrati RSU € 10.741.609,47 giusta nota prot 151/sef del 16/02/2018 del settore finanziario che, con successiva nota prot 12111 del 13 luglio 2018, evidenziava “che non emerge chiaramente la posizione debitoria/creditoria nei confronti della società partecipata anche a seguito del fallimento del 07/05/2018”. (Nonostante l’accantonamento in termini di competenza di 8 milioni di euro appare utile evidenziare l’assenza comunque di liquidità)
Indebitamento residuo sugli interessi dei mutui contratti al 31/12/2017 è pari a € 3.896.003,28
Negli esercizi 2013, 2014 e 2015 sono stati contratti mutui con la cassa depositi e prestiti per finanziare la spesa corrente il cui ammontare residuo ammonta ad € 7.955.159,02
E’ utile sottolineare inoltre
Il blocco dei trasferimenti per € 1.247.560,31 per la non corretta documentazione contabile relativa agli anni dal 2015 al 2018
Bassa capacità di riscossione delle entrate sia di competenza che di cassa e costante incremento sia dei residui attivi che dei residui passivi
Utilizzo improprio delle partite di giro alla voce “servizi per conto terzi” in difformità a quanto previsto dall’art 7 del D.lgs 118/2011
Bassa copertura dei servizi a domanda individuale (casa di riposo, asili nido, refezione scolastica), la cui media è del 18% con una perdita annua di circa € 1.100.000
La “DIFFICOLTÀ CRONICA dell’ente di incassare i propri crediti” giusta nota 151/sef del 16/02/2018 del responsabile economico. Cronicità già ribadita financo nella relazione dei revisori dei conti relativo al bilancio di previsione 2015 (pag 38)
Il parere contrario di un
La riscossione TARSU scesa al 30%
Riscossione suolo pubblico scesa al 15%
Passi carrabili (solo 18/20 regolarmente registrati) importo accertato 2.563.,00 – riscosso 1.085,00
Pubblicità: importo accertato 87.453,00 – riscosso 34.933,40 (30% circa)
Ci sono fatti che non possono in alcun modo essere improvvisi, improvvisa è forse la presa di coscienza di questi fatti. E un dissesto economico non si manifesta improvvisamente, ma matura nel corso del tempo. E dai dati sopra riportati è possibile individuare le cause, le inefficienze e forse si potrebbe comprendere se vi sono state colpevoli omissioni che se opportunamente valutate e contrastate avrebbero potuto portare l’ente alla ripresa.
L’inefficienza, l’inefficacia e l’inerzia nel voler apportare le misure correttive più volte evidenziate dai collegi dei revisori succedutosi e dalla Corte dei Conti ha portato l’aggravarsi della situazione finanziaria fino al punto di rendere improcrastinabile e non più occultabile la dichiarazione di dissesto.

Un Momento dei festeggiamenti per l’elezione del Sindaco De Luca

Al momento dell’insediamento dell’attuale amministrazione il Comune già si trovava in una situazione finanziaria che definire critica, alla luce dei numeri su riportati, rappresenta utilizzare un gentile eufemismo.
Il Comune aveva infatti aderito alla procedura di pre-dissesto (riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis TUEL) il cui presupposto è proprio l’esistenza di squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario. Potremmo definirla una
procedura soft al default comunale, ma pur sempre una procedura di risanamento di una situazione squilibrata.
Dalla documentazione sopra richiamata è possibile evincere, al di la di ogni ragionevole dubbio, che da quel 24 Aprile 2018 (data di adesione al pre-dissesto) al nostro insediamento avvenuto il 27 giugno 2018, non erano stati nemmeno predisposti gli atti propedeutici, utili ed indispensabili per l’adesione al piano di riequilibrio (bilancio previsione e consuntivo anno precedente, previsione anno in corso, situazione debitoria certa, concordato con i creditori).
Inoltre il continuo ricorso all’anticipazione di cassa individua, al netto di ogni qualsivoglia strumentalizzazione politica, un ulteriore fattore di squilibrio e dimostra di avere certezza e consapevolezza della propria carenza di liquidità, attuale e futura. Invero la Corte dei Conti affermava che “l’utilizzo senza soluzione di continuità di detto strumento e la mancata estinzione nell’esercizio in cui è contratto, depone nel senso di un uso illegittimo dello stesso… e la situazione esposta dimostra dunque la grave e perdurante sofferenza di cassa dell’Ente derivante proprio dalla mancata riscossione delle entrate in conto competenza e in conto residui”;
I debiti venivano coperti di bilancio in bilancio attraverso entrate che non si sono mai concretizzate (alienazione dei beni, oneri senatoria edilizia, riscossione operata da terzi, tributi accertati e mai realmente riscossi). Oltre 2,5 milioni di euro pur riferendosi ad esercizi finanziari degli anni 2010 e successivi sono stati consapevolmente e colpevolmente occultati fino alla loro comparsa d’emblèe con nota 509 del 20 giugno 2018
L’Ente realizzava financo mutui con la cassa depositi e prestiti non già per investimenti, bensì per finanziare la spesa corrente. Debiti per coprire ulteriori debiti e che hanno prodotto solamente debiti. Una “spensierata” gestione della cosa pubblica che ha portato al dissesto economico e forse anche sociale della nostra cittadina.
L’Ente presentava una situazione dei flussi di cassa non in grado di garantire automaticamente le obbligazioni assunte. Il saldo di cassa che al 31 dicembre 2017 ammonta ad €.921.213,59 e risulta totalmente pignorato per effetto di procedure esecutive
Vale la pena ricordare inoltre che la mancata presentazione della relazione di fine mandato di chi ci ha preceduto avrebbe consentito, come previsto dalla normativa di
riferimento, art. 4 del D.Lgs. 149/11, di conoscere dettagliatamente le principali attività normative e amministrative svolte durante il mandato, con specifico riferimento alle condizioni strutturali dell’Ente.
Mi sembra ovvio che per pagare i debiti bisogna indebitarsi per quanto la legge ci consente, il problema è che le rate annuali derivanti dall’indebitamento per pagare la mole di debiti, aggiunto alle altre rate quali quella della copertura del disavanzo tecnico e le rate dei mutui contratti, sarebbero state insostenibili per il nostro bilancio, che è un bilancio assolutamente rigido dove le spese per il personale e i servizi indispensabili rappresentano la quasi totalità delle spese.
E’ fortemente sintomatico, e dovrebbe far riflettere su come è stato gestito questo Ente, rilevare quasi € 900.000,00 di debiti fuori bilancio per ESPROPRI. Il 90% di tale importo era a carico della Regione e solo il 10% a carico del Comune. Una gestione a dir poco opaca che ha prodotto che l’intero importo gravasse sulle casse comunali.
Questa è la situazione debitoria che ho trovato all’insediamento delle mia amministrazione.
Solo chi è in malafede può pensare che avrei potuto fare in 20 giorni circa (questo il tempo a nostra disposizione prima dello scadere del termine perentorio dei 90 giorni) ciò che non è stato fatto in anni e anni. E io non avevo nessuna intenzione di continuare a bivaccare ancora qualche anno prima del collasso.
Dall’insediamento ho lavorato ogni giorno, senza sosta, senza indietreggiamento alcuno. Si sono effettuate analisi, ricostruito percorsi che hanno portato a scelte infelici. Ho subito in silenzio attacchi e critiche infondate. La macchina del fango e lo sciacallaggio mediatico sono stati attivati dalla discesa in campo per le amministrative e si sono, via via, intensificati dall’insediamento. Io non mi sono candidato e non sono stato eletto per dare “segnali”, non sono stato eletto per dare una “rinfrescata” alle pareti. Sono stato eletto per un cambiamento profondo e radicale che permettesse una inversione di rotta a 360 gradi consentendo un rilancio della nostra cittadina tale da essere reinserita nel giusto posizionamento che merita all’interno dello scacchiere provinciale e regionale.
La crisi che affrontiamo non è solo economica. E’ più profonda, è culturale, sociale, di costume, di consuetudini che diventano “leggi”, di prassi consolidate difficili da scardinare.
Mi sono accorto, in pochi mesi, ciò che altri forse hanno fatto finta di non vedere per anni: ho denunciato e documentato pratiche che girano intorno alla materia dei rifiuti. Ho voluto fortemente il progetto SRR che ci stà traghettando in una nuova era della gestione dei rifiuti.
Va detto che nella scorsa Consigliatura non è stato approvato dal consiglio comunale un progetto SRR per un importo di 6.200.000 €. Questo ci ha costretti ad avere due interlocutori: l’ATO che forniva la manodopera e una ditta che forniva i mezzi. Il comune al centro di un sistema difficile da controllare.
Nel 2018, senza un progetto approvato e appaltato, il comune ha speso 6.700.000€ con una città comunque sporca.
Ho fortemente voluto il nuovo piano SRR, facendo tutte le pressioni amministrative possibili. Piano che dopo essere stato approvato in giunta, il Consiglio Comunale lo ha approvato con “qualche difficoltà”: si vadano a vedere le convocazioni del Consiglio Comunale e si scoprirà che ci sono sedute andate a vuoto con assenti che arrivano a punte di 18 consiglieri su 24.
Considerate inoltre che il nuovo piano prevede:
 la raccolta porta a porta dentro il perimetro urbano.
 18 postazioni fisse nelle contrade contro le 4 postazioni mobili e ad orario fino a oggi previste.
 La pulizia delle caditoie passa da 40 circa a 400.
 Si forniranno i mastelli per la raccolta differenziata a tutte le famiglie.
Va sottolineato che il mio piano, che costa 5.750.000 € circa (da porre a base di gara quindi su cui si ha un ulteriore risparmio), prevede un solo interlocutore, una sola impresa da cui contrattualmente si pretenderà un buon servizio, pena la rescissione del contratto con danno per la stessa impresa.
Va detto anche che con la mia amministrazione si sono affrontate emergenze connesse ai rifiuti, senza mai ricorrere alla pratica diffusa del cosiddetto 191 che permetteva
affidamenti diretti. Anzi dato l’emergere di gravi difformità contrattuali si è arrivati alla rescissione del contratto con la ditta che forniva i mezzi.
Quel contratto prevedeva un costo da giugno a dicembre di € 950.000 circa. Controllando attentamente il servizio, applicando costantemente penali per il riscontro di servizi scadenti e arrivando alla determinazione della rescissione contrattuale siamo giunti a non pagare circa la metà di quell’importo.
Oggi abbiamo affidato con una gara ponte, gestita dall’UREGA, il servizio di raccolta rifiuti. E sul quei 5.700.00 circa abbiamo risparmiato altre 300.000 € circa.
Sono stati messi in moto tutti quei passaggi che possono rilanciare il tema della riscossione dei tributi. E’ in itinere il ri-trasferimento della Serit presso i nostri locali. L’idea è quella di creare al piano terra del palazzo del comune il “punto del contribuente” con la Serit, Agenzia delle Entrate, ufficio tributi, settore finanziario e sportello del contribuente. Questo consentirà una interfaccia immediata tra i vari attori della riscossione e una maggiore efficacia nella riscossione.
Ho firmato protocolli d’intesa con l’ordine degli ingegneri, degli architetti e con la scuola Politecnica dell’Università di Palermo Questo ha permesso di avere presso gli uffici comunali una squadra di giovani professionisti che partecipano alla redazione di progetti per la città.
Ricordiamoci che è la mancanza di progetti che spesso non permette di accedere a finanziamenti.
A questo proposito ricordo:
 Il progetto di una pista ciclabile su viale dei platani (dallo svincolo con la ss 116 fino alla villa Margherita e ritorno).
 Il progetto del nuovo centro di raccolta e riciclo.
 Il progetto di trasformazione dell’auditorium della scuola Ninni Cassarà in teatro. (Presentato e in attesa di definizione di graduatoria)
 Uno studio preliminare sulla trasformazione urbana della città. (documento utile per avviare un dibattito con tutti i portatori d’interessi sani della città al fine di definire i nuovi indirizzi per la redazione del nuovo piano urbanistico).

 Il progetto della rotatoria al mercato ortofrutticolo.
 Un nuovo sistema di video sorveglianza, esteso a tutto il territorio. (presentato ma non in graduatoria utile per un finanziamento di € 600.00 circa)
 Il progetto di trasformazione di un bene confiscato alla mafia in laboratori scolastici contro la dispersione scolastica. (In graduatoria utile per un finanziamento di circa 995.000 €)
Diversi sono stati gli incontri e i sopralluoghi con gli uffici e con il Comitato civico presso palazzo RAM al fine di attivare le procedure necessarie che ci avrebbero ad aprire alla cittadinanza un bene dal valore inestimabile.
Per una nuova amministrazione sottoporsi alla rigorosa procedura del dissesto, significa sacrificare molto della sua sfera amministrativa, un irrigidimento della sua operatività, pertanto rappresenta un atto di responsabilità per il bene della città, malgrado ciò siamo riusciti ad avere l’ok dal Ministero per la stabilizzazione dei primi 180 lavoratori precari storici del comune, la rimanente parte potrà essere stabilizzata il prossimo anno e fuori non rimarrà nessuno. Non l’ho fatto a fine mandato adottando un mero calcolo elettoralistico, l’ho fatto subito.
Ho rimodulato la macchina amministrativa portando da 9 a 5 i settori, determinando così un risparmio per l’ente pari al 26,5% rispetto al costo precedentemente sostenuto.
È stata attuata una rotazione del personale che sfiora il 60% percento delle unità, in applicazione della legge sull’anticorruzione.
È stato redatto e approvato il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione che per la prima volta ha previsto un dispositivo di controllo condiviso tra 7 comuni del comprensorio (Borgetto, Balestrate, Camporeale, Corleone, Montelepre e Trappeto e Partinico). Un progetto, tra i primi in Italia, che promuove misure innovative, frutto di uno studio approfondito sulle tecniche di infiltrazione della mafia nella pubblica amministrazioni. Non a caso la maggior parte dei comuni aderenti fanno parte dello stesso mandamento mafioso.
È stato firmato un protocollo di intesa tra Comune di Partinico e Prefettura di Palermo sul contrasto alle infiltrazioni mafiose. Questo protocollo rafforza gli strumenti di contrasto su mafia e anticorruzione a diposizione del Comune di Partinico, innalzando il livello di collaborazione tra il Comune e la Prefettura in appalti, contratti pubblici, concessioni
urbanistiche ed edilizia, anche privata, e sancisce l’avvio di controlli operativi più stringenti sulle comunicazioni antimafia.
È stato Approvato il nuovo regolamento sui beni confiscati alla mafia e introdotti maggiori poteri di controllo. Aperta istruttoria di revoca per alcune concessioni. Controlli più rigorosi sui beni confiscati alla mafia e maggiori poteri sanzionatori da parte dell’amministrazione comunale, limiti alla durata della concessione e la possibilità di utilizzare i beni confiscati anche per l’emergenza abitativa. Queste in sintesi le novità introdotte nel nuovo regolamento sulla gestione dei 34 beni confiscati alla mafia assegnati al Comune di Partinico. Intanto, dopo un primo monitoraggio è stata aperta un’istruttoria di revoca della concessione su alcuni beni affidati negli anni scorsi.
In merito all’esternalizzazione dell’illuminazione Pubblica. Abbiamo fermato la firma del contratto. Non avrei mai immaginato quel progetto di esternalizzazione così ma adesso si stà cercando di avere da parte del vincitore della gara uno sforzo concreto e tangibile per l’interesse della città. Siamo ancora in attesa di una proposta formale da parte dell’azienda. L’amministrazione ha ascoltato la posizione dei vertici aziendali. Riteniamo che i rilievi tecnici, relativi ai costi dell’energia e ai costi del servizio, frutto del lavoro istruttorio che è stato portato avanti in questi mesi dall’amministrazione comunale, per accertare i requisiti di sostenibilità economica per il Comune di Partinico, rappresentino la base di partenza su cui costruire un punto d’incontro, tra i legittimi interessi dell’azienda e quelli della cittadinanza che permettetemi devono venire prima di tutto. L’obiettivo primario resta quello di favorire un risparmio per i cittadini di Partinico”.
La dichiarazione di dissesto purtroppo non era evitabile, con essa, però, vi era la ferrea volontà di restituire alla città una situazione finanziaria migliore insieme ad un ammodernamento, là dove possibile, del sistema infrastrutturale. Per questo il puntare fortemente sull’azione progettuale attraverso i protocolli con gli ordini professionali e l’università. La procedura di dissesto è preordinata al risanamento dell’ente, l’obiettivo è quello di restituire l’ente all’espletamento delle sue funzioni istituzionali in una situazione di ripristinato equilibrio finanziario. Tutti gli sforzi dell’Ente devono essere focalizzati sulla gestione ordinaria tramite la redazione di un bilancio stabilmente riequilibrato, un bilancio risanato, un bilancio che realizza l’equilibrio mediante l’attivazione delle entrate proprie e la riduzione delle spese correnti, dal quale ricominciare ad amministrare.
Con il dissesto si è posto fine a gestioni economiche squilibrate e si obbliga l’ente ad applicare i principi di buona amministrazione al fine di non aggravare la posizione debitoria. È in quest’ottica che si deve inquadrare il lavoro portato avanti nel vasto settore dei servizi sociali, dove abbiamo solo appena cominciato ad intervenire, ma già in maniera determinata. Fin dall’insediamento della Giunta Municipale sono state rilevate molteplici problematicità nel settore, ascrivibili in parte alla organizzazione degli uffici e alla distribuzione delle competenze ma in grande parte ad una gestione di singoli servizi erogati in modo tutt’altro che ottimale e talvolta illogico in ordine alle modalità prescelte.
Oggi, come detto in quella mia nota del 3 maggio 2019, sono venute meno le condizioni politiche originarie che mi avevano fatto decidere di accettare un impegno che sapevo essere gravoso ma necessario. Sono stato sempre ai patti ma oggi lo scenario mi impone una decisa presa di posizione dato il clima che rende ingovernabile il difficile, necessario e improcrastinabile processo di cambiamento di cui questo comune invece necessita. Vi è bisogno di un forte senso di responsabilità, non recitata a parole, spesso con meschina abitudine anche davanti ad una scellerata e misera telecamera ma esercitata costantemente nell’esercizio delle proprie funzioni. Perché “nella vita bisogna scegliere cosa essere, poi qualsiasi cosa ci si ritrova a fare ci si deve sempre comportare di conseguenza”.
Non mi dimetto per incapacità amministrativa. Non ho sentito nessuno contestare oggettivamente gli atti che ho fatto, ci si limita a ridicolizzarli, a ometterli, a non raccontarli o peggio a darne una visione falsa. Eppure al tempo in cui la città veniva lentamente ma voracemente saccheggiata non si sentiva nemmeno un flebile colpo di tosse, invece in questi ultimi dieci mesi in cui si è lavorato intensamente per l’interesse dell’Ente vi è stato un continuo urlare contro la mia amministrazione. Solo urla, bugie, offese, sberleffi e patetiche commedie che arrivano sia da alcuni pseudo giornalisti sia da salotti e pseudo biblioteche i cui libri si sono ridotti a fare solo scena. Perché?
Non mi dimetto per stanchezza, so e ho sempre seguito la via del fare e del sacrificio. So cosa significa lavorare intensamente e non mi sottraggo al lavoro per carattere e fermezza. Alle passerelle ho sempre preferito il lavoro fuori dai riflettori, questo perché alla comunità, che mi ha votato e anche quella che non mi ha votato, ho giurato di dare il mio impegno per ricostruire il futuro di questo paese e non il mio apparire.
Non mi dimetto per viltà. Sarebbe stato facile per me fare accordini e accorducci che mi avrebbero consentito di mantenere quella poltrona. Ma io non dovevo costruirmi nessuna carriera politica. Invece ho avuto il coraggio di difendere il progetto politico e soprattutto amministrativo definito all’inizio con tutti i miei interlocutori e tra questi i cittadini innanzitutto.
Mi dimetto perché non ci sono le condizioni politiche, la forza dei numeri e dell’unità di intenti in quella parte di consiglio comunale che dovrebbe essere la mia maggioranza. In questi giorni, dopo le mie dimissioni, non ho visto nessun atto concreto e rilevante che mi facesse comprendere un chiaro cambio di rotta. Una seria presa di coscienza e di responsabilità esercitata. Niente se non parole e richieste di confronti. E io di confronti ho piena la memoria in questi dieci mesi.
Mi dimetto perché c’è una parte della politica che arriva anche a usare la città come scudo umano per provare ad avere in cambio “posizioni e ruoli”. Il gioco sporco sulla casa di riposo è l’esempio più importante e significativo di questo modo di pensare e di agire di questa parte di politica. Ho visto piangere lavoratrici che perderanno il posto di lavoro. Ho visto soffrire anziani inermi. Questo scempio poteva e doveva essere evitato. Questo era il mio fermo intento e la mia amministrazione, attraverso il lavoro dell’assessore Pennino e degli uffici interessati che ringrazio, avevano trovato il modo; l’esternalizzazione o concessione che dir si voglia del servizio che non poteva più essere sostenuto dalle casse dell’ente. Questo era l’unico modo perseguibile. E lo dimostra il nostro urlo nel chiedere una sostenibile proposta alternativa che non è mai arrivata. Invece, per spingermi all’angolo, si è costruito attorno a questo tema una misera ma pericolosa battaglia politica che ha avuto ripercussioni serie sugli anziani e sui lavoratori. Il tutto senza scrupolo alcuno da parte di tutti quanti hanno bocciato quella delibera e non solo loro; perché chi non ha raccontato la verità, chi non ha correttamente informato e poteva e doveva farlo fosse per mestiere, per ruolo politico o anche solo per dovere intellettuale, ha le stesse colpe.
Adesso da più parti mi arriva la sollecitazione ad andare avanti; la convinzione ricorrente è superare questa storia, bisogna continuare. Dimenticare la questione sulla casa di riposo. Invece che nessuno si permetta a dimenticare 27 anziani e 11 lavoratrici che perderanno il loro lavoro. Questo è un frammento di città. Di quella città che mi ha votato. Di quella città a cui ho giurato il mio impegno e la mia correttezza.
Se si dimentica questo pezzo di città quale sarà il prossimo che saremo costretti a dimenticare pur di rimanere legati ad una poltrona? Quale potrebbe essere il prossimo atto, o la prossima delibera sulla quale essendo necessaria la ratifica del Consiglio Comunale si tornerebbe a fare altre “ignare vittime” rimettendo in scena lo stesso identico sporco gioco politico?
IO NON CI STO. Mi dimetto e che le mie dimissioni siano da segnale inequivocabile contro l’azione pericolosa per il futuro di questo territorio che certa politica in connessione con certi media e alcuni esponenti della società così detta “civile” costantemente portano avanti. Fosse anche in una chiesa dopo la messa delle 18 di domenica. Che si rifletta su questo, che ci si chieda in piena coscienza perché questo paese non riesce più a risollevarsi?
Concludo ringraziando i consiglieri comunali che hanno votato la delibera sulla esternalizzazione della casa di riposo. Questi, che io definisco corretti, hanno fino in fondo compreso che quell’atto era l’unico possibile e quindi necessario per far risparmiare l’Ente pur continuando a garantire un servizio di livello agli anziani, vulnerabili ospiti della casa di riposo, e salvare undici posti di lavoro. Quindi grazie ai consiglieri: Mauro Lo Baido, Catia Di Liberto, Toti Comito, Gaspare Sollena, Vito Giuliana, Totò Rappa, Onofrio La Tona, Simona Ganguzza, Alessio Di Trapani. La città deve ricordarsi di questi nomi e non confonderli con tutto il fascio.
Ringrazio i partiti che mi hanno appoggiato, che hanno riconosciuto la mia azione amministrativa e soprattutto che sono rimasti leali al progetto iniziale non assumendo come ha fatto qualcuno, posizioni ricattatorie e talvolta addirittura offensive della mia persona.
Ringrazio i miei assessori Mauro Lo Baido, Toti Longo e Monica Supporta, per il lavoro fatto. So anche che in questi venti giorni hanno toccato con mano quello che per dieci mesi ho vissuto. Hanno la mia stima e la mia riconoscenza per ciò che sono e per quello che hanno fatto.
Ringrazio tutti quei professionisti che da volontari, condividendo il progetto dell’amministrazione De Luca, si sono costantemente spesi e adoperati per portare avanti progetti per il solo bene della comunità.
Ringrazio tutti quei funzionari e tutti quei dipendenti comunali che fanno con rispetto e dedizione il proprio lavoro.
Ringrazio le Forze dell’Ordine per il lavoro che quotidianamente svolgono a servizio di questa comunità.
Ringrazio il Segretario Comunale dottor Lucio Guarino, senza di lui molte cose fatte in favore dell’intera comunità non le avrei potute fare.
Il sindaco
Arch. Maurizio De Luca”

2 Replies to “Partinico: Ultimo atto di Maurizio De Luca: “Io non ci sto”.”

  1. Dimissioni di un sindaco, il nostro sindaco, dimissioni di un uomo.
    Partinico è un paese contorto, non lineare in tutti gli ambiti. Un paese in cui la politica è un’accozzaglia di teste, molto spesso non pensanti.
    Pochissime persone si buttano in politica per l’interesse della cosa pubblica; la maggior parte dei “politici” si improvvisano tali per smania di potere, per manie di protagonismo, per apparire, per far vedere che si fa qualcosa, ecc.
    La cosa peggiore è che, non c’è un disegno politico vero.
    Si gioca, si agisce solo per denigrare l’altro, il nemico politico, anche se il nemico sta agendo nell’interesse della collettività, paradossalmente si denigra l’operato del nemico anche se fa bene, anche se agisce bene.
    Non sono un esperto in politica, ma nella mia ignoranza in materia penso che un politico, un sindaco, un consigliere, un assessore, a volte dovrebbe mettere da parte il proprio orgoglio e lavorare per il bene comune e per ricostruire le basi di una buona società, dialogando anche e soprattutto con chi non la pensa come noi.
    Gli urlatori, le critiche fini a sé stesse a che servono? A cosa portano? Soltanto a continuare a rompere i precari equilibri, fino a condurre alla rottura definitiva o alla gettata della spugna.
    Il nostro, ormai ex sindaco, penso si sia trovato in questo caos; grande voglia di cambiamento, un progetto per far rinascere il paese, imposizioni dall’alto, maggioranza spaccata, doppiogiochisti, beghe, urlatori, demotivazioni, decisioni difficili, critiche continue, chiusura agli altri, per non parlare della macchina amministrativa ferma, bloccata, ecc. Risultato? Dimissioni!
    Sicuramente anche i media, o certi media, hanno contribuito alla decisione della conferma delle dimissioni.
    Partinico é questa. Partinico vuole restare in questo stato catatonic privo di interesse a migliorarsi.
    Forse il sindaco avrebbe dovuto avere più capacità di sopportare tutto ciò e continuare l’impegno preso.
    Ed ora attendiamo un nuovo commissariamento, una nuova campagna elettorale, un nuovo sindaco…
    E il cambiamento?
    Partinico potrà cambiare solo quando questa profonda crisi sociale è culturale verrà risanata.
    Svegliati paese

  2. Non commento mai, ma in questo caso mi viene da dire che “Quando un UOMO con i numeri, incontra un uomo con delle opinioni, l’uomo con le opinioni è un uomo morto”
    E mi pare che la disamina sia dettagliata a sufficienza per capire da dove arrivino i malanni di un paese ancorché di una popolazione abbandonata a se stessa, per interessi di pochi.
    Una frase letta da qualche parte mi ridonda sempre in testa, terra bellissima, ma che tritura tutto e tutti !

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