Partinico, Casa Riposo Cons. Emiliano Puleo: “sceneggiata napoletana”

Anche il consigliere comunale Emiliano Puleo interviene sul rischio chiusura della Casa di riposo “Canonico Cataldo”. Puleo entra a gamba tesa sull’iter della Casa di Riposo, evidenziando le responsabilità e dichiarandosi ancora disponibile a soluzioni che possano salvarla.

“A Partinico se la situazione politica, economica e sociale dell’ente e della cittadina tutta non fosse così tanto grave, verrebbe da dire che trattasi di una pura sceneggiata napoletana di cui l’Amministrazione Commissariale e, ahimè, questo Consiglio Comunale sono gli assoluti protagonisti. Dopo il fallimento amministrativo di una maggioranza di centrodestra che si è distrutta da sola perchè incapace di governare e di fare sintesi, il Commissario Arena giunto a Partinico col marchio di “uomo di Musumeci”, era convinto di venire a svolgere il ruolo di podestà. Fin dall’inizio del suo insediamento non sono mancate infatti uscite verbali di pessimo gusto e prive di qualsiasi garbo istituzionale nei confronti di quella che dovrebbe essere la massima espressione democratica della nostra città. A queste ha fatto seguire tutta una serie di scelte e di atteggiamenti dispotici che hanno continuamente offeso e mortificato il ruolo di ogni singolo consigliere comunale. Tra tutte, ricordiamo il fallito tentativo di nominare come sua portaborse una delle tante lacchè del Presidente della Regione, seguito dallo squallido tentativo, ma anch’esso fallito grazie solo alla denuncia di alcuni consiglieri comunali, di nominare in sostituzione l’attuale Presidente del Consiglio anche allora in carica, oggi invece ufficiosamente utilizzata come “maggiordomo” al suo completo servizio; la continua riproposizione (anch’egli come il predecessore De Luca) della delibera di esternalizzazione della casa di riposo dopo ben tre sonore bocciature da parte del Consiglio Comunale in barba al regolamento dell’organo stesso; l’abuso continuo e continuato dei rimborsi spesa per prelibati pasti in un Comune pieno di debiti e, in ultimo, le bugie raccontate in pompa magna sempre in merito alla questione casa di riposo. Aveva promesso, infatti, che la struttura non sarebbe stata chiusa e invece oggi constatiamo che nulla è pervenuto agli uffici predisposti dopo che la gara e la procedura negoziata non sono andate a buon fine per il prosieguo del servizio, nonostante molteplici siano state le sollecitazioni da parte di numerosi consiglieri comunali fatte pervenire alla presidenza del consiglio, la quale continua con il suo atteggiamento totalmente prono nei confronti dell’organo governativo, a mortificare il suo ruolo e quello di tutti i consiglieri comunali. Ad onor del vero però devo anche denunciare l’incoerenza di molti miei colleghi e, in particolar modo, mi riferisco ai più acerrimi avversari dell’internalizzazione del servizio casa di riposo. E per internalizzazione non intendo certo questo obbrobrio di gestione mista piena di buchi neri e mancati controlli dovuti all’allegra gestione che, fino a poco tempo fa, a qualcuno faceva comodo portare avanti a discapito degli onesti contribuenti. Più volte abbiamo proposto soluzioni alternative come la convenzione tra comuni, in modo da alleggerire le spese per il nostro comune e al contempo garantire il servizio pubblico e non privato, come lo è oggi nei fatti e come lo vorrebbero tanti politici che nel tempo hanno svenduto tutti i servizi del nostro Comune, senza che né le casse dell’ente né i cittadini abbiano ottenuto alcun beneficio.
Costoro dovrebbero avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perchè se il servizio nelle prossime settimane dovesse cessare di esistere, la causa non va ricercata soltanto nei decenni precedenti di pessima gestione economica e finanziaria, e non del solo settore servizi sociali, ma anche su questa scelta scellerata di esternalizzazione del servizio, la quale ha dato proprio avvio al processo di smantellamento della solidarietà sociale nel nostro comune. A questo punto diventa doveroso ricordare che la maggioranza di questo consiglio comunale ha anche la responsabilità di aver votato un bilancio con il quale sul processo di smantellamento della solidarietà sociale è stata messa la ciliegina sulla torta. Tutte le parti in causa recitano quindi con una estrema naturalezza in questa sceneggiata dal tragico epilogo.
In più, la beffa è data dal fatto che oggi quasi tutti utilizzano la casa di riposo come una sorta di cavallo di Troia per entrare nella prossima campagna elettorale con una verginità ritrovata o un’immagine diversa da quella che oramai la cittadinanza ha ben chiara della realtà della politica partinicese, ovvero, il “NULLA ammiscatu cu NENTE”. Oggi però ci corre l’obbligo, al di là delle diversità ideologiche, di salvare la casa di riposo: quindi ben vengano tutte le iniziative necessarie per il mantenimento e il prosieguo del servizio. Alla luce del fatto che ormai il Consiglio Comunale risulta svuotato delle sue funzioni di indirizzo perché privo di ogni margine di manovra soprattutto in materia di bilancio in quanto praticamente commissariati dal ministero, intendo rinnovare un appello ai miei colleghi consiglieri comunali, già lanciato da me e qualche altro collega diversi mesi fa, ovvero, l’invito, un minuto dopo aver trovato la soluzione alla problematica della casa di riposo, a procedere con le dimissioni di massa in modo tale da far decadere l’intero consiglio comunale e con esso la peggiore Presidenza del Consiglio della storia istituzionale di questo paese, ma soprattutto al fine di lanciare un forte segnale al governo regionale gridando forte e chiaro che Partinico è un comune totalmente ARENATO”.

 

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