Corsi e ricorsi della Storia: La crisi amministrativa di Partinico del 1899

L’11 luglio del 1899, il Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia e Ministro dell’Interno, Gen. Luigi Pelloux, scioglie il Consiglio Comunale di Partinico. Già nel 1893 c’era stato un primo scioglimento e gli organi comunali si erano appena ricostituiti da un anno. il 4 ottobre del 1899, il savoiardo Pelloux dovette prorogare di tre mesi il commissariamento del Comune, non essendosi ripristinati gli elementari presupposti di agibilità democratica del consesso. Nella relazione

Il Presidente del Consiglio del Regno, Luigi Pelloux

presentata al Re Umberto I, l’11 luglio, Pelloux esprime profondo rammarico per il nuovo scioglimento:” Sire! – declama nella relazione – E’ con vero rincrescimento che, trascorso non ancora un anno dalla ricostituzione del Consiglio Comunale di Partinico, in Provincia di Palermo, debbo proporre alla Maestà Vostra un nuovo provvedimento eccezionale per quell’Amministrazione. Le condizioni deplorevoli in cui il Comune versa non hanno reso in alcun modo possibile una rappresentanza duratura e con l’autorità indispensabile al regolare funzionamento della pubblica cosa”. Il Comune si trovava in uno stato pietoso, non si riusciva a formare una giunta e si dovette inviare un Commissario Prefettizio per formare l’organo esecutivo che durò appena quattro mesi: “Per un dissidio di ordine secondario, Sindaco e Giunta rassegnarono in massa le loro dimissioni; nè vi è stato modo di sostituirli”. La Prefettura cercò ancora di risolvere la grave crisi con un provvedimento ordinario ma ogni tentativo di riportare a livelli dignitosi quella che oggi chiameremmo “la politica” partinicese, fu vano. Pelloux nella sua relazione si dimostra impietoso verso il Consiglio Comunale della città: “Ma ogni sforzo riuscì vano, atteso il il disintesseramento che tutti i consiglieri mostrano per le cose del Comune, intanto ogni ramo della pubblica Amministrazione si trova nel maggiore abbandono: Per tutto ciò il Prefetto propone lo scioglimento del Consiglio Comunale che forma appunto l’oggetto dell’unito schema di Decreto”. Il Re Umberto e il Presidente del Consiglio Luigi Pelloux firmano il Regio Decreto che consta di due articoli: “Il Consiglio Comunale di Partinico, in Provincia di Palermo,  è sciolto. Il sig. Andreuzzi cav. Eugenio è nominato Commissario straordinario per l’Amministrazione provvisoria di detto Comune, fino all’insediamento del nuovo Consiglio Comunale, ai termini di legge”. Il 4 ottobre 1899, dopo tre mesi, scaduti i termini per lo scioglimento, il Presidente del Consiglio, dovette prorogare i poteri del Commissario straordinario per altri tre mesi. La Prefettura ritenne indispensabile la proroga, condivisa pienamente da Pelloux che riteneva “Il provvedimento indispensabile perchè egli possa completare gli studi sulla riforma del Corpo della guardie daziarie, sul servizio sanitario e pei lavori del pubblico macello e degli acquedotti”. Non è difficile immaginare un parallelismo con gli eventi contemporanei nella città di Partinico dove un sindaco eletto con una amplissima maggioranza si è dimesso dopo pochi mesi di attività amministrativa, sostituito da un Commissario straordinario. Sul Comune aleggia lo spettro dello scioglimento dopo l’ispezione prefettizia. Anche oggi è il Consiglio dei Ministri a decretare lo scioglimento per mafia di un Comune, su proposta del Ministro degli Interni. Due anni di ulteriore commissariamento possono far bene alla città? Interrogativo che molti si pongono, dividendosi tra favorevoli e contrari. Diversamente da quei fatti di fine secolo, dove non si trovavano cittadini disposti ad esercitare le funzioni di Sindaco e Giunta, oggi, nonostante la gravissima crisi causata dal dissesto finanziario, sembrano moltiplicarsi le disponibilità a candidarsi a primo cittadino. Che sia un fatto democraticamente positivo o meno, sarà ancora la storia a darcene conto.

Antonio Catalfio

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